venerdì 23 novembre 2007

in media stat virtus

immagine: exchange3d.com


il centrosinistra, o quello che ne resta, e' notoriamente spaccato su tutto. viene ripetuto costantemente da anni dai media a reti unificate (tutte e sei quelle nazionali, e d'altra parte come sarebbe potuto accadere il contrario?). altra nota verita' distribuita dai media e' che il problema di questo governo arriva sempre e costantemente dalla sinistra definita radicale, cioe' da quelli che ancora un piede a sinistra lo vogliono mantenere nonostante non sia di moda e forse porti pure un po sfica. e' quella che in realta' andrebbe chiamata sinistra pacifista, se non esistesse anche il marketing al contrario.
a destra tutto a posto, invece.
al centro del centrosinistra, tutti allineati e coperti. specie di pietro, mastella e soprattutto dini, che in tre hanno piu' parlamentari che elettori.

qualcosa non quadra.

(ps: domenica lollo segna)

giovedì 22 novembre 2007

madonna dell'incoronata

immagine: wikimedia.org


notizia di oggi: e' iniziata l'udienza preliminare per il caso vallettopoli. fabrizio corona si e' dichiarato "un po meno perseguitato di prima", dimostrando in questo di essere messo un pochino meglio dello zio (di tutti noi) silvio ahilui circondato da iene e sciacalli, poro cristo. di fabrizio corona mi piace la tesi difensiva: offrivo le foto a prezzo di favore e solo agli amici, avrei potuto guadagnarci di piu' vendendole. che se ci pensate bene e' straordinaria e potrebbe anche essere usata dal caccola, noto ladro d'auto: signor giudice, in fondo le macchine che rubavo le vendevo a prezzi molto bassi.

notizia invece di ieri: i savoia, dopo aver pubblicamente spergiurato di rinunciare a eventuali richieste di denaro se fossero rientrati in italia, vogliono essere risarciti dei danni morali subiti dall'esilio. vogliono 260 milioni di euro (piu' la restituzione di tutti i beni confiscati) che, assicurano, sarebbero destinati alla "fondazione emanuele filiberto di savoia" che li destinerebbe in opere di beneficienza come case popolari, borse di studio, e un paio di puttane a sera per il vittorio che ne ha tanto bisogno.

mercoledì 21 novembre 2007

lorenzo il magnifico

foto: sslazio.it

inserito dal mensile world soccer nell'elenco dei 50 giovani piu' promettenti del mondo, accanto ai piu' celebrati leo messi, theo walcott e al neomilanista pato (ma anche all'unico altro italiano in lista, russotto, altro talento espresso dal vivaio biancoceleste e suo attuale compagno di squadra nell'under 21 di casiraghi). laziale dentro, romano di monteverde, a neanche venti anni e' gia' diplomato al liceo linguistico (parla 4 lingue, ci tiene a sottolinearlo) ed e' iscritto a giurisprudenza. una mosca biancoceleste, forse e' per questo che in molti gia' vedono in lui il futuro capitano della lazio, cosi' differente dallo stereotipo del calciatore cosi' ben impersonato da capitani di altre squadra. della sua lettera dalle far oer, che riporto dopo, sottoscrivo anche gli spazi tra una parola e un'altra.


Per non dimenticare Gabriele Sandri
di Lorenzo de Silvestri
Adesso che i riflettori vanno via via spegnendosi, adesso che l’assenza di Gabriele comin­cia a diventare un macigno inso­stenibile per la sua famiglia e mentre la giustizia fa, farà il suo corso secondo i suoi tempi. Adesso che siamo tutti qui anco­ra a chiederci perché, con que­sto magone che non va più via. Adesso non dimentichiamolo. Facciamo qualcosa affinché Ga­briele, il suo sorriso solare, la sua gioia di vivere, tutto quello che ha rappresentato per noi che gli volevamo bene e anche per chi non lo conosceva, restino un po’ con noi, con tutti noi. A farci compagnia e a dare carezze ai suoi familiari, scioccati e qua­si stupiti da questo vuoto ingombrante, angoscioso che si va materia­lizzando di giorno in giorno dopo l’adrenali­na delle prime ore. Ora che l’ine­sorabile legge dei media declas­sa questa assurda tragedia dalla prima all’ultima pagina, dai tito­li d’;apertura a un veloce flash d'agenzia.
Io ho deciso di fare qualcosa e spero che tutti quelli che hanno a cuore Gabriele inventino a loro volta e secondo la loro fan­tasia piccole e grandi cose che possano alleviare il dolore di questa famiglia. Basterà poco penso io. E sarà tanto, tantissi­mo. Passare in negozio per fare due chiacchiere col papà, anda­re insieme al cimitero e portare dei fiori, scrivere il suo nome su una maglietta, anche solo parlar­ne. Tra un mese, tra un anno e anche oltre. Vivere con questo amico accanto nella quotidiani­tà, nella semplicità che ha sem­pre contraddistinto anche il suo carattere.
Io intanto ho fatto una piccola cosa, ho fatto scrivere sulla lin­guetta dei miei scarpini il nome di Gabriele. Da oggi in poi quan­do darò un calcio al pallone sarà come averlo dato in due. E quei pochi gol (perché io ne segno po­chi) che realizzerò li avremo se­gnati insieme. Penso che per Ga­briele ci saranno iniziative sicu­ramente più grandi, per onorar­ne la memoria e per non dimen­ticarlo, ma io parto dalle picco­le cose, quelle che ogni giorno me lo fanno sentire ancora così vicino. E domenica vorrei por­tare dei fiori sotto la Nord e con­dividere con i tifosi questa tem- pesta di emozioni che ha infu­riato sulle nostre teste negli ul­timi giorni.
Gabriele era un ultrà molto atipico, tranquillo, educato, ri­spettoso. L’avevo conosciuto più di un anno e mezzo fa e da allo­ra siamo stati sempre grandi amici. Mai una parola in più, una forzatura, il tifoso ingombrante, pressante. Mai. Un’amicizia ve­ra, che viaggiava sulle note del­la musica di cui eravamo appas­sionati e di questa bandiera biancazzurra che ora ci sventola nel cuore. Uno che per la Lazio non andava a dormire. Che per venirci a vedere rinunciava a tutto. Un ultrà che va oltre con la testa e con il cuore nell’innamo­ramento per la sua squadra. Mai violento.
Quelli che hanno messo a ferro e fuoco i quartieri di Ro­ma intorno al­l’Olimpico non sono ultrà. Quelli sono delinquenti. Il termi­ne «terrorismo» per loro è più che appropriato. Non si assal­tano caserme e commissaria­ti. E con la scomparsa di Ga­briele questa gente non c’en­trava niente. Così come non c’entravano niente quelli del­la curva di Bergamo. No, per come l’intendo io un ultrà è tutta un’altra cosa. E’ un tifo­so che sa amare più degli altri. Nel rispetto degli altri.
Spero che la giustizia faccia il suo corso. Siamo ancora qui a chiederci cosa sia successo ve­ramente quella maledetta matti­na di novembre. Forse perchè c’è di mezzo un poliziotto la ve­rità viene a galla con più diffi­coltà, con più lentezza. Ma la leg­ge è uguale per tutti e la fami­glia di Gabriele chiede giustizia, non vendetta.
Sono rimasto scosso dalla pa­role che mi ha detto la sua mam­ma l’altro giorno nella camera ardente, davanti al suo viso sere­no, quasi stesse dormendo. Mi ha ricordato quanto fossi impor­tante per suo figlio, di quanto ve­stisse con orgoglio nelle partite di calcetto la maglia che gli ave­vo regalato, di come la nostra amicizia fosse un bene prezioso per la sua vita.
No, non dimentichiamocelo Gabriele. Mettiamoci il suo sor­riso e la sua spensierata voglia di vivere nelle nostre corse die­tro a un pallone e ai nostri so­gni, alla ricerca di uno spicchio di felicità.

venerdì 16 novembre 2007

la ricostruzione definitiva



repubblica.it ha pubblicato la ricostruzione definitiva del viminale sui tragici fatti di domenica mattina all'autogrill di badia al pino.
alcune considerazioni, che evidentemente al viminale non hanno fatto:
  • tra laziali e juventini non c'e' grossa rivalita' ne' di campanile, ne' sportiva, ne' politica
  • portarsi i sassi da casa e' un'idea straordinaria, sono oggetti impossibili da trovare per strada
  • il povero gabriele non solo s'e' portato i sassi da casa, ma neanche li ha tirati, li ha tenuti in tasca. si era zavorrato, forse il meteo dava vento forte.
  • dopo l'aggressione subita, la mercedes si rimette tranquillamente in marcia nonostante la polizia avesse fatto sentire la propria presenza (sirena azionata e spari in aria) e nonostante avesse il lunotto anteriore sfondato. al conducente sono sempre piaciute le spider.
  • nella zona del crimine e' stato trovato di tutto: coltelli, sassi (e ti credo...), biglie. manca una sola cosa: il bossolo. quello proprio non si riesce a trovare.
nella foto, colui che ha diretto le indagini.

giovedì 15 novembre 2007

l'anima del commercio


da diversi giorni tutti i telegiornali delle reti mediaset fanno il marchettone a questa simpatica, magari condivisibile, iniziativa di forza italia: la raccolta delle firme per mandare a casa prodi e andare a nuove elezioni. in testa a questa speciale classifica, secondo quando riportato sul sito del centro d'ascolto dell'informazione radiotelevisiva, il nuovo tg5 di clemente mimun, che non ha perso un colpo, pardon, un tiggi', dando importanza sempre piu' importante allo straordinario evento, che giorno dopo giorno scala la classifica: ieri mimun l'ha data come TERZA notizia, dopo le tensioni al senato per la finanziaria e l'aumento dell'inflazione, prima del funerale di gabriele sandri e delle indagini per l'omicidio di meredith kercher. spiegazione prona su come fare, dove andare, cosa fare. un invito ad andare, insomma. mi sembra giusto: magari qualcuno ancora non lo sapeva.

un anno e mezzo fa d'alema, dimostrando per una volta -l'ultima- la presenza di vita intelligente dentro alla sua barca, chiamo' i tg mediaset con il loro vero nome: "organi di partito". si incazzarono tutti. l'allora direttore del tg5, carlo rossella, disse "non e' vero, e' una discriminazione nei nostri confronti"; l'allora direttore di studio aperto, disse "non e' vero, siamo il tg che dopo il tg3 da al centrosinistra piu' spazio"; fede non disse niente, aveva la lingua occupata. diciotto mesi dopo, milioni di persone assistono a cio' in silenzio, a reti unificate e in prime time.

manco la pravda.

mercoledì 14 novembre 2007

braccia tese



immagini: repubblica.it, pollanetsquad.it


a volte basterebbe solo mantenere le braccia un po piu' rilassate.

martedì 13 novembre 2007

silence, please

foto: corriere.it

un genitore non deve seppellire un figlio, si dice. frase fatta o saggezza popolare che sia, e' un evento che fortunatamente non sono in grado di confermare personalmente e spero di non essere mai nelle condizioni di poterlo fare. ma il dolore, quel dolore, per quanto non si possa si possa comprendere fino in fondo, si puo' leggere.

a maggior ragione, un genitore non puo' e non deve vedere l'accadimento che ha cosi' dolorosamente straziato la propria esistenza cosi' vergognosamente strumentalizzato dalla politica, dai media, dai puri di professione come quello che ieri ha attaccato un biglietto sulla porta del negozio dei sandri. che per voce del fratello di gabriele, cristiano, hanno chiesto, con il filo di voce che e' rimasto loro e con enorme dignita', quello che sarebbe stato normale dare in un momento come questo: rispetto per il dolore e di evitare strumentalizzazioni. se non ci si arriva da soli, che almeno si rispetti la volonta' di chi e' straziato.

un mondo che avesse un quarto della dignita' di questa mamma, sarebbe un mondo migliore.