il centrosinistra, o quello che ne resta, e' notoriamente spaccato su tutto. viene ripetuto costantemente da anni dai media a reti unificate (tutte e sei quelle nazionali, e d'altra parte come sarebbe potuto accadere il contrario?). altra nota verita' distribuita dai media e' che il problema di questo governo arriva sempre e costantemente dalla sinistra definita radicale, cioe' da quelli che ancora un piede a sinistra lo vogliono mantenere nonostante non sia di moda e forse porti pure un po sfica. e' quella che in realta' andrebbe chiamata sinistra pacifista, se non esistesse anche il marketing al contrario. a destra tutto a posto, invece. al centro del centrosinistra, tutti allineati e coperti. specie di pietro, mastella e soprattutto dini, che in tre hanno piu' parlamentari che elettori.
notizia di oggi: e' iniziata l'udienza preliminare per il caso vallettopoli. fabrizio corona si e' dichiarato "un po meno perseguitato di prima", dimostrando in questo di essere messo un pochino meglio dello zio (di tutti noi) silvio ahilui circondato da iene e sciacalli, poro cristo. di fabrizio corona mi piace la tesi difensiva: offrivo le foto a prezzo di favore e solo agli amici, avrei potuto guadagnarci di piu' vendendole. che se ci pensate bene e' straordinaria e potrebbe anche essere usata dal caccola, noto ladro d'auto: signor giudice, in fondo le macchine che rubavo le vendevo a prezzi molto bassi.
notizia invece di ieri: i savoia, dopo aver pubblicamente spergiurato di rinunciare a eventuali richieste di denaro se fossero rientrati in italia, vogliono essere risarciti dei danni morali subiti dall'esilio. vogliono 260 milioni di euro (piu' la restituzione di tutti i beni confiscati) che, assicurano, sarebbero destinati alla "fondazione emanuele filiberto di savoia" che li destinerebbe in opere di beneficienza come case popolari, borse di studio, e un paio di puttane a sera per il vittorio che ne ha tanto bisogno.
foto: sslazio.it inserito dal mensile world soccer nell'elenco dei 50 giovani piu' promettenti del mondo, accanto ai piu' celebrati leo messi, theo walcott e al neomilanista pato (ma anche all'unico altro italiano in lista, russotto, altro talento espresso dal vivaio biancoceleste e suo attuale compagno di squadra nell'under 21 di casiraghi). laziale dentro, romano di monteverde, a neanche venti anni e' gia' diplomato al liceo linguistico (parla 4 lingue, ci tiene a sottolinearlo) ed e' iscritto a giurisprudenza. una mosca biancoceleste, forse e' per questo che in molti gia' vedono in lui il futuro capitano della lazio, cosi' differente dallo stereotipo del calciatore cosi' ben impersonato da capitani di altre squadra. della sua lettera dalle far oer, che riporto dopo, sottoscrivo anche gli spazi tra una parola e un'altra.
Per non dimenticare Gabriele Sandri di Lorenzo de Silvestri Adesso che i riflettori vanno via via spegnendosi, adesso che l’assenza di Gabriele comincia a diventare un macigno insostenibile per la sua famiglia e mentre la giustizia fa, farà il suo corso secondo i suoi tempi. Adesso che siamo tutti qui ancora a chiederci perché, con questo magone che non va più via. Adesso non dimentichiamolo. Facciamo qualcosa affinché Gabriele, il suo sorriso solare, la sua gioia di vivere, tutto quello che ha rappresentato per noi che gli volevamo bene e anche per chi non lo conosceva, restino un po’ con noi, con tutti noi. A farci compagnia e a dare carezze ai suoi familiari, scioccati e quasi stupiti da questo vuoto ingombrante, angoscioso che si va materializzando di giorno in giorno dopo l’adrenalina delle prime ore. Ora che l’inesorabile legge dei media declassa questa assurda tragedia dalla prima all’ultima pagina, dai titoli d’;apertura a un veloce flash d'agenzia. Io ho deciso di fare qualcosa e spero che tutti quelli che hanno a cuore Gabriele inventino a loro volta e secondo la loro fantasia piccole e grandi cose che possano alleviare il dolore di questa famiglia. Basterà poco penso io. E sarà tanto, tantissimo. Passare in negozio per fare due chiacchiere col papà, andare insieme al cimitero e portare dei fiori, scrivere il suo nome su una maglietta, anche solo parlarne. Tra un mese, tra un anno e anche oltre. Vivere con questo amico accanto nella quotidianità, nella semplicità che ha sempre contraddistinto anche il suo carattere. Io intanto ho fatto una piccola cosa, ho fatto scrivere sulla linguetta dei miei scarpini il nome di Gabriele. Da oggi in poi quando darò un calcio al pallone sarà come averlo dato in due. E quei pochi gol (perché io ne segno pochi) che realizzerò li avremo segnati insieme. Penso che per Gabriele ci saranno iniziative sicuramente più grandi, per onorarne la memoria e per non dimenticarlo, ma io parto dalle piccole cose, quelle che ogni giorno me lo fanno sentire ancora così vicino. E domenica vorrei portare dei fiori sotto la Nord e condividere con i tifosi questa tem- pesta di emozioni che ha infuriato sulle nostre teste negli ultimi giorni. Gabriele era un ultrà molto atipico, tranquillo, educato, rispettoso. L’avevo conosciuto più di un anno e mezzo fa e da allora siamo stati sempre grandi amici. Mai una parola in più, una forzatura, il tifoso ingombrante, pressante. Mai. Un’amicizia vera, che viaggiava sulle note della musica di cui eravamo appassionati e di questa bandiera biancazzurra che ora ci sventola nel cuore. Uno che per la Lazio non andava a dormire. Che per venirci a vedere rinunciava a tutto. Un ultrà che va oltre con la testa e con il cuore nell’innamoramento per la sua squadra. Mai violento. Quelli che hanno messo a ferro e fuoco i quartieri di Roma intorno all’Olimpico non sono ultrà. Quelli sono delinquenti. Il termine «terrorismo» per loro è più che appropriato. Non si assaltano caserme e commissariati. E con la scomparsa di Gabriele questa gente non c’entrava niente. Così come non c’entravano niente quelli della curva di Bergamo. No, per come l’intendo io un ultrà è tutta un’altra cosa. E’ un tifoso che sa amare più degli altri. Nel rispetto degli altri. Spero che la giustizia faccia il suo corso. Siamo ancora qui a chiederci cosa sia successo veramente quella maledetta mattina di novembre. Forse perchè c’è di mezzo un poliziotto la verità viene a galla con più difficoltà, con più lentezza. Ma la legge è uguale per tutti e la famiglia di Gabriele chiede giustizia, non vendetta. Sono rimasto scosso dalla parole che mi ha detto la sua mamma l’altro giorno nella camera ardente, davanti al suo viso sereno, quasi stesse dormendo. Mi ha ricordato quanto fossi importante per suo figlio, di quanto vestisse con orgoglio nelle partite di calcetto la maglia che gli avevo regalato, di come la nostra amicizia fosse un bene prezioso per la sua vita. No, non dimentichiamocelo Gabriele. Mettiamoci il suo sorriso e la sua spensierata voglia di vivere nelle nostre corse dietro a un pallone e ai nostri sogni, alla ricerca di uno spicchio di felicità.
repubblica.it ha pubblicato la ricostruzione definitiva del viminale sui tragici fatti di domenica mattina all'autogrill di badia al pino. alcune considerazioni, che evidentemente al viminale non hanno fatto:
tra laziali e juventini non c'e' grossa rivalita' ne' di campanile, ne' sportiva, ne' politica
portarsi i sassi da casa e' un'idea straordinaria, sono oggetti impossibili da trovare per strada
il povero gabriele non solo s'e' portato i sassi da casa, ma neanche li ha tirati, li ha tenuti in tasca. si era zavorrato, forse il meteo dava vento forte.
dopo l'aggressione subita, la mercedes si rimette tranquillamente in marcia nonostante la polizia avesse fatto sentire la propria presenza (sirena azionata e spari in aria) e nonostante avesse il lunotto anteriore sfondato. al conducente sono sempre piaciute le spider.
nella zona del crimine e' stato trovato di tutto: coltelli, sassi (e ti credo...), biglie. manca una sola cosa: il bossolo. quello proprio non si riesce a trovare.
da diversi giorni tutti i telegiornali delle reti mediaset fanno il marchettone a questa simpatica, magari condivisibile, iniziativa di forza italia: la raccolta delle firme per mandare a casa prodi e andare a nuove elezioni. in testa a questa speciale classifica, secondo quando riportato sul sito del centro d'ascolto dell'informazione radiotelevisiva, il nuovo tg5 di clemente mimun, che non ha perso un colpo, pardon, un tiggi', dando importanza sempre piu' importante allo straordinario evento, che giorno dopo giorno scala la classifica: ieri mimun l'ha data come TERZA notizia, dopo le tensioni al senato per la finanziaria e l'aumento dell'inflazione, prima del funerale di gabriele sandri e delle indagini per l'omicidio di meredith kercher. spiegazione prona su come fare, dove andare, cosa fare. un invito ad andare, insomma. mi sembra giusto: magari qualcuno ancora non lo sapeva.
un anno e mezzo fa d'alema, dimostrando per una volta -l'ultima- la presenza di vita intelligente dentro alla sua barca, chiamo' i tg mediaset con il loro vero nome: "organi di partito". si incazzarono tutti. l'allora direttore del tg5, carlo rossella, disse "non e' vero, e' una discriminazione nei nostri confronti"; l'allora direttore di studio aperto, disse "non e' vero, siamo il tg che dopo il tg3 da al centrosinistra piu' spazio"; fede non disse niente, aveva la lingua occupata. diciotto mesi dopo, milioni di persone assistono a cio' in silenzio, a reti unificate e in prime time.
un genitore non deve seppellire un figlio, si dice. frase fatta o saggezza popolare che sia, e' un evento che fortunatamente non sono in grado di confermare personalmente e spero di non essere mai nelle condizioni di poterlo fare. ma il dolore, quel dolore, per quanto non si possa si possa comprendere fino in fondo, si puo' leggere.
a maggior ragione, un genitore non puo' e non deve vedere l'accadimento che ha cosi' dolorosamente straziato la propria esistenza cosi' vergognosamente strumentalizzato dalla politica, dai media, dai puri di professione come quello che ieri ha attaccato un biglietto sulla porta del negozio dei sandri. che per voce del fratello di gabriele, cristiano, hanno chiesto, con il filo di voce che e' rimasto loro e con enorme dignita', quello che sarebbe stato normale dare in un momento come questo: rispetto per il dolore e di evitare strumentalizzazioni. se non ci si arriva da soli, che almeno si rispetti la volonta' di chi e' straziato.
un mondo che avesse un quarto della dignita' di questa mamma, sarebbe un mondo migliore.